domenica 15 marzo 2015

TETRIS fall winter 2015-2016 Giulia Marani




Stilista: Giulia Marani
Artista: Nicola Torcoli
Cuaratrice : Francesca Pergreffi


Giulia Marani continuando il suo intento di fondere moda e arte, ha dato vita alla collezione fall winter 2015 - 2016 TETRIS,  in collaborazione col pittore Nicola Felice Torcoli.
Il videogioco Tetris si basa sulla logica: il giocatore deve incastrare i tetramini tra loro per creare una figura e vincere il gioco.
Marani e Torcoli, unendosi come tetramini, hanno dato vita alla partita della collezione fall winter 2015 - 2016. È stata una collaborazione feconda poiché entrambi prediligono la sintesi; sono affascinati dal colore e amano le forme geometriche.

Questo gioco ha fatto si che Giulia Marani creasse una collezione ricercata e sofisticata.
I capi che compongono la collezione Tetris, sono ottenuti mediante una ricca lavorazione ed hanno il taglio lineare ed essenziale; i soggetti sono astratti dai colori accesi e ben orchestrati ed echeggiano le atmosfere delle opere di Torcoli.

Come ad esempio: lo skill over, doppiato seta stampata con l’incrocio di listini di maglia sullo scollo; non solo il motivo della maglia richiama il soggetto dell’opera ad olio, ma anche il gioco dei listini di lana riprende gli intrecci delle fasce che compongono i lavori dell’artista; così come il body in lana strech con degli incroci di listini nello scollo. Forti compenetrazioni tra capo e opera, si possono notare anche nel girocollo over in mohair con lamine termolaserate e glitter, l’effetto del mohair riprende appieno la texture dell’opera e la decorazione ottenuta con la  termolasatura riproduce fedelmente il soggetto della tela.
Non da meno il maglione over bianco e nero con frange ottenute in smacchinatura, questo capo è una citazione e un omaggio alle frange che si trovano nei lavori dell’artista. 



Giulia Marani e Nicola Felice Torcoli nella loro ricerca artistica giocano costantemente a Tetris, ovvero incastrano tetramini e compongono. L’artista compone le opere intrecciando delle strisce di tela, ottenute tagliando a liste una tela precedentemente dipinta ad olio. La stilista, attraverso un’accurata ricerca, crea i capi tessendo il filato e assemblando il tessuto.
La collezione è un Tetris all’ennesima potenza.

Adesso è il nostro turno, iniziamo la partita!

Francesca Pergreffi











Giulia Marani
Nasce nel 1984 a Correggio, piccola città emiliana, in una terra florida di gente generosa piena di coraggio, fantasia e passione. A partire dal 2006 inizia a lavorare alla Marex, azienda di famiglia con trent’anni di successi nel campo dell’abbigliamento, e affianca il padre stilista Angelo. La sua filosofia di lavoro, riassumibile nelle parole “ricercare” e “creare”, è portata avanti con energia e creatività.  Ha collaborato con l’artista Giulio Zanet per la realizzazione della collezione fall winter 2014-2015 “ALCHIMIE”; e con il fotografo Andrea Tonnellotto per la collezione s/s 2015 “CLICK”.

Nicola Felice Torcoli:
Nicola Felice Torcoli, nato a Brescia nel 1980, vive e lavora a Milano.
Tra se le sue personali: “Km0”, Clarium, Brescia, 2014; “Colonne d’artista”, installazione permanente, Palazzo Regionale della Lombardia, Milano, 2012; “Simultaneicities- modidi fare futuro”, Zvono Gallery, Belgrado, 2011. Tra le sue collettive la più recente: “ Latitude 34-40”, LA Artcore, Los Angeles, 2014.
L'arte di Torcoli è costruito intorno a tre concetti: la teoria del filosofo Popper che "Tutti gli orologi sono nuvole ", la simultaneità e la deframmentazione .





martedì 24 febbraio 2015

ENCHIRIDIO DEGLI UMORI...Ragionando con Alessia Cocca








                                                 
                   
                                                               
“Paths that cross /Will cross again/Paths that cross/ Pathes that cross"

 Patty Smith


Francesca Pergreffi: Alessia, se ricordo bene, all’inizio di tutto, tu mi inviasti, come ad altri, un tabulato con inserite differenti tipologie di sentimento: rabbia, invidia, gelosia, meraviglia... ad ognuna dovevamo associare una pianta, un oggetto, un animale e un’azione. Vorrei sapere quali sono l’urgenza e l’analisi che ti hanno portato a concepire il progetto “Enchiridio dei sentimenti”, che tu stessa hai definito “Una raccolta visiva di stati d'animo, costanti o passeggeri - un manuale che raccoglie una rappresentazione comune del nostro sentire".








Alessia Cocca: Il primo sentimento è stato la rabbia. Tutte le persone intorno a me erano arrabbiate per motivi diversi, ma in maniera molto simile. Ho cercato di dare una forma a quello stato affettivo, di non nasconderlo o soffocarlo. Poi i sentimenti sono cambiati, come è normale che accada, ed anche il progetto si è evoluto. Tutti sentiamo, ma quale é la forma comune di questo sentire?

Ho pensato ad un semplice test, un gioco psicologico, per registrare dei simboli inconsci comuni a tutti.
I nostri sentimenti fanno un percorso, nascono, si sviluppano, maturano. E' interessante avere una memoria visiva di quello che abbiamo provato, conservare oggetti e ricordi che credevamo di aver messo da parte.








F.P. : Senti che la tua ricerca sull’esistenza di elementi simbolici comuni che ci permettono di riconoscere un sentimento, sia terminata o è allo stato germinale?

Intendi continuarla? Se si, sempre con le stesse modalità tecniche o cambierai i mezzi di rappresentazione e le forme di catalogazione?

A.C. : Credo che la ricerca sia solo allo stato germinale, in evoluzione. Probabilmente le modalità tecniche non cambieranno…  non lo garantisco… ma ci saranno nuove catalogazioni.







F. P. : Le stampe fotografiche su tela che compongono la serie “Enchiridio dei sentimenti”, mi sembrano dei trionfi dell’artificio. Penso che esse siano dei tableaux vivants in cui regnano: il travestimento, il gioco, l’allegoria, il ritocco, il surreale e un tocco di sano Kitsch. Tutto, sapientemente costruito e orchestrato, per sottolineare l’ironia della finzione e l’irreale. Questo comporta un’oscillazione del confine tra pittura e fotografia. La fotografia ha dentro di se i concetti di automatismo e meccanicità, tu invece ti allontani da essi,  li nascondi  e li  trascuri per privilegiare i valori formali dell’ immagine. Con l’aiuto delle nuove tecniche contemporanee, alla luce del sole, costruisci, ritocchi, collochi, esalti e sottolinei, in poche parole recuperi e evidenzi  le componenti formali tipicamente pittoriche. I tuoi lavori, già dalla scelta del supporto – tela - si inseriscono in un possibile ritorno del pittorialismo fotografico, che nasce con Oscar Gustave Rejlander  a metà dell’ ottocento. Sbaglio? Trovi pertinente la mia analisi?
 


A.C. : Analisi pertinente. I lavori sono molto vicini all'idea di finzione, artificio. Ci sono moltissime influenze: le costruzioni compositive delle pitture settecentesche, il pittorialismo fotografico, i ritratti degli antichi studi fotografici, le tavole anatomiche, le dottrine lombrosiane, la teoria degli umori, la fisiognomica, i tarocchi, le favole noir della tradizione tedesca, l'estetica preraffaellita, e soprattutto i tableaux vivants. I miei lavori sono sempre volutamente pittorici. Credo che l'idea del ritocco fotografico sia molto vicina al concetto di pennellata. Inoltre la scelta della tela mi ha permesso di poter aggiungere piccoli ritocchi di colore per dare più forza alle immagini.




F.P. : Credi che esista un punto d’incontro tra i due media – pittura e fotografia? E dove si trova?
A.C. : C'è sicuramente un punto d'incontro, perché c'è libertà tecnica ed espressiva. Delle volte è così difficile ed ingiusto stabilire un confine tra i due media. Perché rimanere legati a certi limiti imposti dall'abitudine o dagli estremisti del purismo tecnico?


 


F.P. : Mi affascinano i  lavori di questa serie, sono marcatamente perturbanti. I tuoi soggetti diventano delle nuove icone che vacillano tra il sacro e il profano. Sacro perché riecheggiano le pose e la composizione dei trittici religiosi; profano poiché hanno le atmosfere dei tarocchi e dei pulp movie. Mi spieghi da dove nasce e se è voluto questo “ fastidio”?

A.C.: Il fastidio è involontariamente presente. Deriva dalla incapacità di gestione dei troppi stimoli esterni ed interni. Non riuscire a mettere da parte il fascino per il passato ma non poter evitare l'influenza del presente, dalla pubblicità ai fumetti fino all'idea di prodotto. In questi lavori non ci sono elementi moderni, eppure i lavori risultano moderni, attraverso il colore o l'estetica dei personaggi stessi. Ci sono elementi tradizionali e simboli antichi, come il serpente o la natura, eppure i lavori non sono del tutto retrò. C'è la ricerca dell'antico, attraverso tele volutamente rovinate, attraverso lacune e piccole imperfezioni. Questi lavori non sono "schierati", racchiudono mille influenze, sono forti ma instabili, come i nostri sentimenti, come la nostra realtà attuale.






F.P. : La colonna sonora di “Enchiridio dei sentimenti”?


A.C. : Le canzoni di Violeta Parra, per la chiarezza con la quale esprimono la ciclicità dei sentimenti e per la dichiarata impossibilità di gestirli.

Febbraio 2015 
Alessia Cocca nata a Benevento nel 1982. Vive e lavora a Berlino.
Ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, concludendo gli studi con la tesi di Laurea: "Arte e/è Fotografia: Storia del rapporto tra Arte e Fotografia dalla fine dell' '800 al digitale".
Tra le sue esposizioni: nel 2012 la personale : “Italienisches Kulturinstitut Berlin”; la mostra personale: "Le rose di Alfredo" presso l'Istituto di Cultura Italiano di Berlino, all'interno del progetto"Medien zwischen Partizipation und Manipulation" in collaborazione con l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni; " Here today, Mars tomorrow”, Genova Palazzo Ducale, Genova; " Ketos 2.1 ", Acquario Civico, Milano; e nel 2009 un’ esposizione alla MilkandLead Gallery di Londra. Ha partecipato nel 2013: “Off Art Fair Bruxelles ";
ISIMD - 5 ° Simposio Internazionale di Interactive Media Design, Istanbul; nel 2010 e 2011 a “Blooom Art Fair” a Colonia. Attualmente vive a Berlino, collabora con alcune gallerie tedesche ed italiane, e lavora come Fotografa Freelance per GetYourGuide.